Ispirazioni

Scopri le "vie storiche" tra laghi e monti dell'Alto Piemonte

11 attività
Lago di Mergozzo, Lago Maggiore, Valli dell'Ossola
Piancavallo. Credit: VisitPiemonte I.ComMultimedia

Toccare il cielo tra pascoli e brughiere, pareti rocciose e strapiombi. Percorrere le vie di antichi commerci e strade militari dismesse, fra memorie di emigrazione e di scambi transfrontalieri, tracce di fortificazioni e opere di difesa.  
Curve e dislivelli, scenari e paesaggi formidabili: a piedi, in bicicletta o con mezzi fuoristrada, sulle Vie Storiche di Montagna del Piemonte si scoprono ambienti incontaminati dove risuonano echi lontani di vicende e ricordi del passato. Luoghi dove non è la meta che conta ma il percorso, che nella voluta lentezza si apre al racconto, ai segni di culture e di eventi storici.  
Meraviglie immerse in imponenti paesaggi d’alta quota, dove il silenzio è rotto a tratti solo da suoni della natura o di un turismo slow.  
Scopri gli itinerari del nostro territorio!

LA VIA STORICA DI MONTAGNA "VIA DEL SEMPIONE"
La Via del Sempione è il percorso turistico che da Crevoladossola conduce al Passo del Sempione a 2005 m slm in Canton Vallese (CH), una delle grandi Vie Alpine d’Europa. A riprova della sua importanza strategica e commerciale nell’antichità fu sentiero, nel Medioevo mulattiera, nel ’600 via lastricata, nell’800 strada carrozzabile voluta da Napoleone Bonaparte come via di collegamento tra Milano e Parigi unendo l’Italia al resto d’Europa. Nel 1906 venne inoltre inaugurato il Traforo del Sempione, il tunnel ferroviario di 19,8 km che fu una straordinaria opera di ingegneria per l’epoca e che rappresenta ancora oggi un importante collegamento transfrontaliero per merci e passeggeri. Nel periodo tra le due guerre mondiali lungo la Strada del Sempione furono costruite nuove rilevanti opere difensive in caverna dotate di numerose bocche di fuoco, tra cui i due forti di San Giovanni, il Forte di Iselle, il Forte di Balmoreglio. Numerosi gli aspetti interessanti di questo itinerario: dalla strabiliante larghezza di otto metri che caratterizza la carreggiata anche nel tratto alpino all'originale adozione dell'arco di parabola per disegnarne le curve, dall'armoniosità nel modellamento altimetrico ai paracarri in pietra. Il Passo del Sempione, convenzionalmente punto di confine fra Alpi Lepontine e Alpi Pennine, affascina i viaggiatori per il forte contrasto tra le ripide pareti delle Pale di Gondo e l’immensa vastità dei pascoli alpini appena successivi con vista mozzafiato sulle perle di questo angolo di Svizzera Vallese: le vette oltre i 4000 e la valle del Rodano che si apre ampiamente più sotto, una volta giunti al culmine del percorso (21 km dal Confine di Stato – dislivello totale circa 1750 m). 

LA VIA STORICA DI MONTAGNA DALLA CASCATA DEL TOCE AL PASSO SAN GIACOMO  
Nel Piemonte settentrionale, al confine con la Svizzera, la Val Formazza è un paradiso per gli amanti della natura, delle escursioni, dei giri in bicicletta e in inverno diventa il paradiso delle attività invernali come sci di fondo, ciaspole, sci alpinismo, sci alpino, fat bike e molto altro ancora.  
Simbolo della Val Formazza è la Cascata del Toce, che con il suo salto di oltre 143 m viene definita “la più bella e poderosa fra le cascate delle Alpi”. Proprio qui inizia una delle più affascinanti strade storiche di montagna del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli d’Ossola, costruita a partire dal 1929 per consentire la realizzazione delle dighe del Lago Castel e del Lago Toggia. La strada proseguendo fino al Passo San Giacomo, collegando così l’Italia alla Svizzera ticinese.  
Questo percorso, sovrapponendosi solo nel tratto iniziale alla Strada Statale 659 della Valle Formazza, conduce sino alla località di Riale di Sotto. Poco prima di raggiungere la frazione Riale (1740 m slm), il percorso si dirama e qui inizia la sterrata che porta al Rifugio Maria Luisa (2160 m slm), per proseguire poi al Lago Toggia ed arrivare al Passo San Giacomo (2313 m slm). Proprio nel tratto tra Riale e la conca dell’Alpe Toggia, la strada diventa un vero capolavoro con pendenze ridotte e tornanti dalle linee perfette, affiancate da muretti in sasso ed archi da cui si possono scattare foto uniche sulla vallata e sulle cime dell’Alta Formazza. La meta finale è il Passo San Giacomo da cui si apre una bellissima vista sulla Val Bedretto (Svizzera). Già nel 1885 presso questo passo era presente un piccolo ricovero svizzero dove alloggiavano telegrafisti che trasmettevano al Forte di Airolo (Svizzera) la situazione del transito in Alta Val Formazza. A seguito della costruzione della strada carrozzabile per il versante italiano del Passo San Giacomo, sul territorio della Val Bedretto furono realizzate negli anni ’30 del Novecento nuove fortificazioni che divennero il cuore del sistema difensivo locale: il forte d’artiglieria “Grandinagia” e il fortino corazzato “San Giacomo”, postazioni per mitragliatrici e per campali d’artiglieria, ricoveri e funivie per la logistica e l’approvvigionamento dei forti principali.  
Oggi questa sterrata è percorribile a piedi e in mountain-bike, essendo altresì tratto del Progetto Interreg Italia-Svizzera Laghi & Monti Bike. Per gli amanti dell’inverno e della neve, via libera a ciaspole e sci d’alpinismo (si ricorda di consultare sempre il bollettino valanghe e di munirsi del kit PSA).  
Il paese di Formazza è inoltre un suggestivo borgo diffuso, con le sue frazioni dalle tipiche abitazioni Walser realizzate a partire dal XIII secolo dai coloni dell’omonimo popolo che, provenendo dalla vicina Valle di Goms nella Svizzera Vallese, si stanziarono in questa vallata.

LA VIA STORICA DI MONTAGNA "LINEA CADORNA"  
In Bassa Ossola si incontra un’altra rinomata strada storica di montagna del Distretto Turistico dei Laghi: la famosa Linea Cadorna. Questo sistema difensivo venne costruito vicino alla frontiera elvetica durante la Prima Guerra Mondiale per volere del Generale Luigi Cadorna, allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il quale temeva un’invasione austro-tedesca attraverso la neutrale Svizzera.  
L’immensa struttura difensiva, costruita tra la primavera del 1916 e la primavera del 1918, si estendeva in Piemonte dall’Ossola al Verbano fino alla Lombardia, divenendo un fitto reticolo di strade e mulattiere militari, trincee, postazioni d'artiglieria, luoghi di avvistamento, ospedaletti e strutture logistiche, casermette e punti di avvistamento. I lavori furono eseguiti da muratori e scalpellini locali ed anche le donne ebbero un ruolo fondamentale nella realizzazione della linea difensiva, in particolare nel trasporto di materiale e rifornimento dei cantieri. La Linea Cadorna in realtà non venne mai utilizzata per scopi bellici e oggigiorno questa strada militare è un patrimonio storico che permette alla comunità di conoscere un momento di storia del Novecento. Rappresenta altresì una risorsa naturalistica per gli amanti del trekking e della mountain-bike offrendo percorsi percorribili quasi tutto l’anno (prestare attenzione in caso di recenti nevicate).

La Linea Cadorna: da Ornavasso al Forte di Bara  
Un tratto di mulattiera ben conservato della Linea Cadorna inizia a Ornavasso, comune della Bassa Ossola di origine Walser, presso il posteggio della Punta di Migiandone (210 m slm). Tornanti a pendenza regolare fiancheggiati da muri in pietra consentono di raggiungere il Forte di Bara. Lungo il cammino si incontrano gallerie scavate nella roccia, trincee, camminamenti e postazioni per mitragliatrici (utile aver una torcia con sé). Questo costone montuoso era il luogo ottimale per controllare il passaggio tra la Bassa Ossola e i Laghi Maggiore e di Mergozzo nel punto più stretto della piana del fiume Toce, definito proprio la “Stretta di Bara”. Giunti al Forte di Bara (410 m slm) si può ammirare una postazione fortificata a più livelli costituita da vari terrapieni sostenuti da muri in pietra squadrata, che avrebbe dovuto ospitare baraccamenti e cannoni a lunga gittata per proteggere il sistema di trincee di Ornavasso e Migiandone. Cannoni e mortai rendono ancora più suggestiva questa visita.

La Linea Cadorna: da Pra’ Michelaccio a Montorfano  
Dal Forte di Bara l’attenzione viene catturata dal Mont’Orfano o Montorfano (794 m slm) che, grazie alla sua posizione isolata, venne considerato un importante luogo strategico da cui dominare a 360° il territorio circostante, dal Lago Maggiore al Lago d’Orta alla Bassa Ossola. Alle pendici del monte vennero realizzate varie costruzioni militari ancora visibili e raggiungibili grazie ad un ulteriore tratto della Strada Cadorna, un percorso sterrato camionabile lungo 4 km e largo ben 4 metri. Il percorso inizia a Mergozzo, nella frazione Pra’ Michelaccio (204 m slm), seguendo le indicazioni per le fortificazioni militari. La strada, asfaltata solo nel primo breve tratto, diventa una bella sterrata che sale per 4 km con pendenza costante e con bei tornanti in pietra che conducono alla prima Casermetta. Proseguendo con un susseguirsi di manufatti militari di notevole bellezza (muri di contenimento e canali idraulici), la strada giunge alla seconda Caserma e alla Polveriera. La vista panoramica che si ha da quassù è davvero suggestiva. Dalla Polveriera si può proseguire fino alla Cima del Montorfano (794 m slm – circa 2 km). La sterrata lascia posto ad una mulattiera che poi diventa sentiero erboso ed in circa 45 minuti raggiunge altre opere militari (ricoveri e baraccamenti), la cui edificazione ha visto l’impiego di risorse naturali locali tra cui il granito estratto dalla vicina Cava Verde, ai piedi del Montorfano.  

La Linea Cadorna: da Colle, al Monte Spalavera e al Rifugio Pian Vada’  
Dalla Cima Montorfano, si ammira un ulteriore tratto della Linea Cadorna: il percorso che da Colle conduce al Monte Spalavera e al Rifugio Pian Vada’. Siamo nell’Alto Verbano e più precisamente a Colle (1238 m slm), frazione di Oggebbio. Qui un comodo posteggio consente di lasciare l’automobile ed iniziare la prima salita verso il Monte Spalavera (1534 m slm, dislivello di circa 300 m e percorso lungo 2,7 km). Il percorso si sviluppa su larga sterrata che poi si trasforma in comodo sentiero erboso senza particolari difficoltà. La vista che si ha innanzi è davvero spettacolare, dai laghi alle cime del Parco Nazionale della Val Grande fino alla catena del Monte Rosa e delle Alpi Svizzere. Giunti nei pressi della croce di vetta un pannello riprende il profilo delle Alpi con i nomi delle loro cime e qui è possibile ammirare trincee ancora ben conservate. Ritornati a Colle si prende la Linea Cadorna seguendo i cartelli per Passo Folungo. La strada si presenta con fondo sterrato e si sviluppa per circa 13 km. Lungo il percorso si può ammirare la costruzione di un Ospedaletto e si giunge fino a Passo Folungo (1369 m slm), dove la Strada Cadorna inizia a salire con bei tornarti fino al Rifugio Pian Vada’ (1711 m slm, circa 6 km – dislivello di circa 340 m). Da qui si ha una vista stupenda sul Lago Maggiore, sulla Valle Intrasca, sulle vette del Parco Nazionale Val Grande e su quelle ossolane. Altre fortificazioni sono presenti anche presso Monte Bavarione (1505 m slm) e al Monte Carza (1116 m slm).

La Linea Cadorna: da Piancavallo al Monte Morissolo  
Nelle vicinanze di Colle a Piancavallo (1247 m slm), esiste un ulteriore tratto di Linea Cadorna che su bella sterrata, passando accanto all’Ospedale Auxologico, conduce alle gallerie del Monte Morissolo. L’ampia strada militare attraversa una suggestiva faggeta e, uscendo dal bosco, regala una vista mozzafiato sull’Alto Lago Maggiore. In poco meno di mezz’ora a piedi si giunge alle gallerie scavate nella roccia viva e alle postazioni in caverna del Monte Morissolo.

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Progetto promosso da L.R. 19 maggio 2021 n. 9, "Interventi per la valorizzazione delle strade storiche di montagna di interesse turistico" che riconosce e valorizza le strade storiche di montagna di interesse turistico al fine di favorire lo sviluppo del turismo all'aria aperta.

 

Ph. VisitPiemonte - I.ComMultimedia

Le esperienze incluse
Cascata del Toce - ph. Marco Benedetto Cerini
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VIE STORICHE DI MONTAGNA: Dalla Cascata del Toce al Passo San Giacomo

Valli dell'Ossola
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Trekking

VIE STORICHE DI MONTAGNA: Linea Cadorna: Ornavasso - Forte di Bara

Valli dell'Ossola
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Trekking

VIE STORICHE DI MONTAGNA: Linea Cadorna: Pra' Michelaccio - Cima Montorfano

Lago di Mergozzo, Valli dell'Ossola
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Trekking

VIE STORICHE DI MONTAGNA: Linea Cadorna: Colle, Monte Spalavera, Monte Vada'

Lago Maggiore
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Trekking

VIE STORICHE DI MONTAGNA: Linea Cadorna: Piancavallo - Morissolo

Lago Maggiore
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PERCORSO SNOW TREK - Riale/Rifugio Maria Luisa/Lago Toggia

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VIE STORICHE DI MONTAGNA: La Via del Sempione

Valli dell'Ossola
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