Laghi

Orrido di Sant'Anna e Valle Cannobina

Lago Maggiore

Autentico spettacolo della natura a poca distanza da Cannobio: pareti lisce e strapiombanti, acque profonde e verdissime, speroni di roccia che sembrano vigilare severamente sul placido corso d'acqua che attraversa silenziosamente l'intera gola.
Sono state le acque del torrente Cannobino, mediante un inesorabile lavorio millenario, a scavare nella roccia questo burrone che raggiunge la profondità di 25 m.
Risalendo l'orrido con un'imbarcazione, navigando nel silenzio rotto soltanto dall'impeto del torrente e attraversando ancestrali anfratti illuminati soltanto a tratti da quei raggi del sole che riescono a filtrare fin quaggiù, ci si immerge totalmente nel fascino e nella impressionante bellezza di questo luogo.
Dall'alto lo si attraversa mediante due ponti, quello più snello e antico (detto "dell'agostana") e quello della strada automobilistica.
Il nome deriva dal Santuario, fatto costruire nel 1638 da gente originaria del posto ma residente a Roma. Assai belle sono le colonne tortili in marmo nero dell'altare maggiore, così come pregevoli risultano i dipinti dedicati alla vita di Sant'Anna; notevolissima è la cappella affrescata dedicata alla Madonna di Loreto, che, preesistente alla chiesa e forse molto antica, ne costituisce l'abside.

La Valle Cannobina è così chiamata proprio per il principale abitato che si trova al suo imbocco salendo dal Lago Maggiore. La valle comprende gli abitati dei Comuni di Cannobio, Valle Cannobina (Comune nato dall’unione di Cavaglio Spoccia, Falmenta e Cursolo Orasso) e Gurro e Malesco (fraz. Finero). Dal punto di vista orografico essa si incunea nelle Alpi Ticinesi e del Verbano. E’ attraversata dal torrente Cannobino, che forma gole profonde e spettacoli suggestivi alla vista. Dopo la visita pastorale di San Carlo Borromeo nel 1547, la sua vecchia mulattiera prese il nome di “Strada Borromea“, ed è ancora oggi percorribile a piedi. Un autentico spettacolo della natura si trova a poca distanza a piedi dal centro di Cannobio, verso la montagna sovrastante: sono gli Orridi di Sant’Anna. Sono state le acque del torrente Cannobino, mediante un inesorabile lavoro millenario, a scavare nella roccia questi orridi che raggiungono la profondità di 25 metri. Dall’alto li si attraversa mediante due ponti, quello più antico detto “dell’agostana” e quello della strada automobilistica. Il loro nome deriva dal piccolo oratorio prospiciente (1638): al suo interno assai belle sono le colonne tortili in marmo nero dell’altare maggiore, così come pregevoli risultano i dipinti dedicati alla vita di Sant’Anna; notevole è anche l’affrescata cappella della Madonna di Loreto che, preesistente alla chiesetta e molto antica, ne costituisce l’abside.

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