Mergozzo
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Montorfano

IL MARMO E LE CAVE
Una terra che parla di pietra
Pensi a Mergozzo e la mente va all’Ossola. Pensi all’Ossola e la mente va alla pietra. È questo un trittico indissolubile. Qui tutto parla di pietra ed ogni pietra parla di questa terra, anche di Mergozzo.
La pietra qui è diventata vita e lavoro per generazioni, sia nelle cave a cielo aperto sul Montorfano sia in galleria a Candoglia; così come i tanti laboratori disseminati lungo le strade, simboli della gente del luogo: i picasass.
Lungo i secoli gli artigiani della pietra hanno scritto con il loro sudore la storia di Mergozzo, che ancora oggi risplende nei monumenti, nei portali, nelle architravi di porte e finestre, nei balconi, nelle vie e nelle piazze del paese. La storia di Mergozzo passa anche da qui.

IL GRANITO DEL MONTORFANO
Il verde e soprattutto il bianco, ecco i colori del granito di Montorfano. Le cave scavate sui pendii ed i fianchi della montagna hanno da secoli, fin dall’età medievale, dato il sasso granitico per la costruzione e la pavimentazione di chiese e monumenti. Ancora oggi il Bianco Montorfano, solido, duraturo, bello e luminoso viene impiegato e richiesto in tutto il mondo. Nel 1506 vennero realizzate le dodici colonne del Lazzaretto di Milano e nel 1830 le ben ottantadue colonne per il porticato della Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Oggi il sasso, oltre che fonte di occupazione, è anche arte come dimostra la “Catena” dell’artista locale Giuseppe Lusetti, 30 metri di lunghezza inserita sul libro dei Guinnes dei primati.

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