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Il Traforo del Sempione

Traforo del Sempione

Alla presenza del Re d’Italia, Vittorio Emanuele III e del Presidente della Confederazione Elvetica, nel 1906 veniva inaugurata la prima galleria del Traforo Ferroviario del Sempione, sotto al Monte Leone nelle Alpi che uniscono Ossola e Canton Vallese.

Quella del Sempione è stata, sin dal tempo dei Romani, un’importante via di comunicazione per commercio e spedizioni militari fra la Pianura Padana e l’alto Rodano. Il primo passaggio documentato del Sempione risale al 1254 quando, nel mese di febbraio, vi transitò l'arcivescovo Odo di Rouen, in viaggio per Roma. Nel 1267 il Vescovo di Sion garantì protezione ai mercanti italiani e, con i suoi successori, si adoperò per il mantenimento delle strade di fondovalle. Il valico era allora transitabile in circa dodici ore non senza difficoltà per i viandanti. Alla fine del XV secolo la travagliata storia del Vallese influì non poco sui traffici commerciali attraverso il Sempione che si ridussero drasticamente, ma nel XVII secolo il nobile barone Stockalper, commerciante avveduto, comprese l'importanza che il valico alpino aveva ancora per la zona, tanto da venire soprannominato “re del Sempione” per i suoi traffici commerciali. Fu però Napoleone a portare agli accordi della Francia e della Repubblica Cisalpina con il Vallese per la costruzione di una vera strada fra i laghi di Ginevra e Maggiore attraverso la valle del Rodano ed il Sempione: l’opera fu completata nel 1805.
L’apertura del traforo del Sempione, nel 1906, fu celebrata come una vittoria dell’umanità. Le ricadute economiche e sociali determinarono lo sviluppo dell’intero territorio attraversato dalla linea del Sempione, e ancora oggi il suo ruolo è di primaria importanza, tanto da venire considerato la “porta del Mediterraneo sull’Europa” per il passaggio di merci e passeggeri. Ed è Trasquera, paese di confine con la Svizzera, che si percepisce nettamente la presenza e l'importanza che la strada prima e il traforo poi, ancora oggi rivestono per la comunità che vi abita. Tracce storiche, musei ed esposizioni di cimeli riportano il visitatore indietro del tempo, facendo percepire le difficoltà affrontate dall'uomo nel realizzare tali opere.
La zona del Sempione è però anche terra in cui natura e ambiente offrono spettacoli impareggiabili, meta ambita di appassionati ed escursionisti esperti e dove è possibile tuffarsi nella ruralità di antichi villaggi inerpicati sulle pendici dei monti o divertirsi sulle piste da sci degli impianti della Val Divedro.

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