Massino Visconti
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Castello di Massino Visconti dei Visconti di San Vito

STORIA

Il Castello di Massino Visconti è nato come convento dei monaci di San Gallo durante i primi decenni dell’anno mille e fu successivamente trasformato dai Visconti in residenza signorile di campagna.
Riguardo alla data di costruzione non si hanno però riferimenti precisi, anche se su alcune pietre della torre maggiore, il mastio, vi sono incise le date del 1548 e del 1555.
La costruzione risulta essere il primo fortilizio della Casata dei Visconti, quando, nel 1139, Guido Ottone Visconti fu autorizzato da parte della Corte di Massino Visconti a diventare il feudatario dell’omonimo castello.
Nel 1358, Galeazzo Visconti, Duca di Milano, durante la guerra con il Marchese del Monferrato, riuscì a penetrare in territorio novarese e fece distruggere tutti i castelli del Vergante, ad esclusione di quello di Massino, per evitare che i suoi nemici se ne servissero contro di lui.
Si sa tuttavia che non era l'unico castello di questa antica corte o "massa" longobarda, da cui trae anche l'origine nel toponimo di Massino Visconti, ritenuta da alcuni anche il luogo di origine dei Visconti e sede del ramo "di Massino": vi sorgeva un altro castello, chiamato il "Castellaccio", fatto poi distruggere, sempre nel 1358, da Galeazzo Visconti.
La costruzione che si può ammirare oggi è quindi il risultato di una serie di ricostruzioni cinquecentesche, su un'area adiacente a quella originariamente destinata al castello, ma più bassa.
Alla fine del secolo XIX°, nel 1863, Alberto Visconti vendette il Castello di Massino che divenne, all'inizio di questo secolo, proprietà di un ramo della famiglia, quello dei Visconti di San Vito, tutt’ora proprietari con la Marchesa Ludovica Visconti.

STRUTTURA

Il Castello sorge all'entrata del paese di Massino Visconti, sopra un dolce declivio terrazzato, da dove si scorge un incantevole e invidiabile panorama sui laghi di Varese, Monate e Maggiore.
Si offre alla vista con il fascino dal sapore antico delle sue pietre e con il suggestivo emblema visconteo, un serpente che ingoia un uomo, riportato sopra l'ingresso e su un lato della torre. Non incute però timore e non suscita quelle sensazioni tipiche di quando si visita una struttura imponente, massiccia e misteriosa come un castello. E l'impressione è del tutto legittima se si considera che per l'illustre famiglia dei Visconti rappresentò, più che una fortezza difensiva, una residenza signorile.
Dell'antica struttura difensiva resta però la torre centrale, o mastio, stretta tra edifici sei-settecenteschi in cui si può notare un grazioso e caratteristico balconcino vicino al cortile rivolto verso il paese: da qui i Visconti parlavano agli abitanti del villaggio.
Anticamente vi era anche un fossato con tanto di ponte levatoio e, come vuole la tradizione di tutti i migliori castelli, non potevano certo mancare le prigioni e i trabocchetti per le torture, come quello sull'orlo di un profondo pozzo in cui erano state collocate delle lame di acciaio, ancor oggi visibile.
Sul lato del castello rivolto verso la chiesa si possono ammirare la torre e le mura interrotte da un portale recante lo stemma dei Visconti. Attraversato il portone di un fabbricato addossato al mastio si accede ad un cortile con loggiato, meglio conosciuto come "cortiletto dei signori", intorno a cui si affacciano edifici risalenti ai sec. XIII-XIV che costituiscono il nucleo più antico dell'abitato. All'interno molte sale avevano le pareti affrescate, ma a causa delle numerose epidemie vennero interamente ricoperte di calce, cosicché oggi non ne rimane quasi più traccia.
Nel corso del tempo il castello venne quindi considerevolmente modificato, tanto che se all'inizio si mostrava come un quadrilatero con alte mura merlate e quattro grosse torri, ora si presenta come un edificio di tre piani con una sola torre. Le altre tre torri furono abbattute per poter far posto alla lavanderia, alla cucina, alle scuderie, alle stalle ed al giardino.

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Specifica
Castello
Comuni
MASSINO VISCONTI