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Cannobio

Cannobio, primo paese che il turista arrivando dal Nord-Europa incontra sul Lago Maggiore, ha mantenuto intatto gran parte del suo patrimonio naturale, storico ed architettonico.
Borgo antichissimo, all'interno di meraviglioso scenario lacustre e montano.
Il clima è caratterizzato da inverni miti ed estati poco afose e ventilate. Vegetazione ricca e varia, con fioriture primaverili di mimose, rododendri, azalee e camelie.
Per la qualità delle acque e per le positive caratteristiche ambientali, Cannobio ha ottenuto nel 2002-2003-2004-2005-2007 la “Bandiera Blu”, prestigioso riconoscimento internazionale.

COSA VEDERE A CANNOBIO:

PALAZZO PARASI
Edificato nel 1291 a ridosso della torre Comunale, il Palazzo dell Ragione detto "Parasi" è un possente edificio medievale il cui portico di volte a botte conserva due tombe romane del III e IV secolo d.c., lapidi, rilievi e stemmi del XIV secolo.
Il restauro integrale effettuato tra il 2012 e il 2014 ha conferito nuovo valore al Palazzo, mantenendo la sua forte e marcata identità storica. Oggi "Il Parasi" ospita nel porticato del piano terra, già antica sede del "Banco di Giustizia", l'ufficio di accoglienza turistica; ai piani rialzati offre nuovi e moderni spazi espositivi idonei ad accogliere mostre, conferenze ed eventi, rappresentando così per la comunità il "Centro della Cultura"

L'ORRIDO DI SANT'ANNA
L'Orrido di San Anna, a poca distanza da Cannobio, è un autentico spettacolo della natura: pareti lisce e strapiombanti, acque profonde e verdissime, speroni di roccia che ospitano sul fondo il torrente Cannobino. L'inesorabile lavorio millenario di questo fiume ha scavato nella roccia questo burrone che raggiunge la profondità di 25 metri.
Le acque che scorrono in questa stretta spaccatura della roccia sono attraversate dall'alto da due ponti, quello più snello e antico (detto "dell'agostana") e quello della strada automobilistica.
Il nome dell'Orrido deriva dal Santuario, fatto costruire nel 1638 da gente originaria del posto ma residente a Roma. Assai belle sono le colonne tortili in marmo nero dell'altare maggiore, cosi come pregevoli risultano i dipinti dedicati alla vita di Sant'Anna notevolissima e la cappella affrescata dedicata alla Madonna di Loreto, che, preesistente alla chiesa e forse molto antica, ne costituisce l'abside.

LA ROCCA VITALIANA
I Castelli di Cannero sono oggi suggestivi ruderi che sorgono su due isolotti rocciosi a poca distanza dalla riva e che sembrano affiorare magicamente dalle acque del Lago Maggiore. Costituiscono i resti della Rocca Vitaliana fatta costruire tra il 1519 ed il 1521 da Ludovico Borromeo, che la chiamò così in onore dell'illustre avo.
La Rocca venne eretta sui i resti del preesistente Castello della Malpaga, fortificazione utilizzata sin dal Quattrocento come rifugio della potente e crudele famiglia dei Mazzarditi, cinque fratelli che tra il 1403 ed il 1404 si impadronirono del borgo di Cannobio, dando inizio a un predominio fatto di violenze e scorrerie su tutte le vicine popolazioni della Riviera.
Questo fino a quando i Visconti cinsero d'assedio la roccaforte, costringendo i banditi alla resa per fame: l'antico castello venne completamente distrutto, tanto che oggi non ne rimane traccia.
La Rocca Vitaliana, invece, sorse come difesa dell'Alto Lago Maggiore dalle incursioni svizzere dopo la perdita del Canton Ticino da parte del Ducato di Milano. La parte principale, sull'isolotto di levante, presenta ancora i massicci muraglioni costruiti a pelo d'acqua seguendo l'andamento irregolare dello scoglio e alcuni torrioni di forma diversa che conservano parzialmente la loro merlatura.
Sull'isolotto di ponente, invece, restano un solo torrione mozzo e alcuni grossi tronconi di muraglie che continuano a sfaldarsi. I due isolotti non sono visitabili per motivi di sicurezza, ma continuano a emanare il loro antico fascino grazie alla vista dalla riviera o dalle imbarcazioni, costituendo anche un'ambita meta per bagnanti.

LA COLLEGIATA DI SAN VITTORE
La settecentesca collegiata di San Vittore a Cannobio rappresenta un luogo centrale nella comuità locale ed ospita al suo interno, oltre alla reliquia legata al miracolo della Pietà, opere di pregio come il cinquecentesco crocefisso e il portale ligneo scolpito posto a fianco dell'altare maggiore. La collegiata fu costruita a partire dal 1730 su una precedente chiesa medievale. Dall'antica cupola fu ricavato un ambiente a cui si accede grazie ad una stretta scala, in cui è tuttora conservato il reliquiario con la Sacra Costa del miracolo. Il reliquiario viene esposto in chiesa solo in occasione della ricorrenza dei "Lumineri". Sulla torre campanaria in origine le campane erano due: una per le celebrazioni religiose e l'altra per le convocazioni civili nonchè per le esecuzioni capitali.

SANTUARIO SS. PIETA'
Il Santuario della SS. Pietà di Cannobio sorge a Cannobio nel pressi dello stupendo Lungolago. All'inizio del 1500, là dove oggi sorge il Santuario, continuava la cortina di case e palazzi che formavano e formano la facciata a lago dell'antico Borgo di Cannobio. In una di queste case abitava la famiglia di Tommaso Zaccheo. Proprio nella sua casa nell'inerno del 1522, avvennero fatti miracolosi che portarono alla costruzione del Santuario (vedere scheda relatia al miracolo).
Due anni dopo il miracolo si è costituì la cosidetta "confraternita della devozione" che ristrutturò le camere superiori di casa Zaccheo per ricavarne una cappella. In questa cappella celebrò la sua penultima messa San Carlo Borromeo e fu proprio lui a chiedere la costruzione di un grande Santuario per onorare il miracolo lì avvenuto. Il progetto venne affidato al Tibaldi che si servì di maestranze locali, dirette dai Beretta di Brissago. Dal 1575 al 1614, col sostegno finanziario dei devoti si lavorò per l'erezione della struttura, che poi lungo il 1600 fu arricchita di affreschi e tele fino a raggiungere lo splendore di oggi. La facciata è più recente, opera di Febo Bottini che la volle in puro granito rosa di Baveno. Fu completata nel 1908 e nobilitata da alcuni elementi di ornamento come il medaglione bronzeo, del cannobiese Luigi Branca, che rappresenta l'effigie miracolosa della Santa Pietà. Molto belli sono anche il portale ligneo e il tiburio, gemello di Madonna di Ponte a Brissago (CH) e di Madonna di Campagna di Pallanza.

CARMINE SUPERIORE
IL BORGO ANTICO DI CARMINE SUPERIORE
Carmine Superiore è un villaggio di origine medievale, ottimamente conservato e raggiungibile soltanto a piedi dalla sottostante frazione di Carmine Inferiore. Sorge sopra uno sperone roccioso proteso verso il lago in una splendida posizione panoramica ed è inserito in un pregevole contesto ambientale. La disposizione degli edifici è tipica del ricetto medievale e se si considerano l'ubicazione e la robusta consistenza delle abitazioni è facile capire come potesse costituire un eccellente sistema difensivo.
LA CHIESA DI SAN GOTTARDO
Gioiello del borgo medievale di Carmine Superiore è la chiesa trecentesca di San Gottardo, dedicata al vescovo sassone che forse soggiornò proprio qui durante un viaggio verso Roma.

CHIESA DI SAN GOTTARDO - CARMINE SUPERIORE
Gioiello del borgo medievale di Carmine Superiore è la chiesa trecentesca di San Gottardo, dedicata al vescovo sassone che forse soggiornò proprio qui durante un viaggio verso Roma. Costruita in due tempi successivi, una prima fase dal 1332 al 1401, una seconda conclusasi nel 1431. La chiesa presenta i due corrispondenti corpi di fabbricato facilmente riconoscibili perchè collocati su due diversi livelli uniti tra loro da alcuni gradini. Consacrata dal cardinale Carlo Borromeo nel 1574, la chiesa fu tenacemente voluta dagli abitanti di Carmine che non volevano più essere obbligati a recarsi a Cannobio per seguire le sacre celebrazioni. Sa Gottardo è un vero e proprio scrigno di tesori artistici di grande pregio, datati tra il XV e il XVI secolo. Tanto all'interno quanto sulle pareti esterne di possono ammirare diversi affreschi in gran parte attribuiti al "Maestro di carzoneso", pelopiù raffiguranti scene bibliche.
Importanti restauri avvenuti nel 1932-1933 e dal 1997 al 2002 hanno permesso di riportare all'antico splendore i preziosi cicli di affreschi. Due trittici cinquecenteschi attribuiti uno a Battista da Legnano e l'altro a Giovanni Battista de priori e Galdino da Varese sono stati trasferiti, per motivi di sicurezza, nella chiesa di San Vittore a Cannobio.

LA STORIA E IL CENTRO STORICO
Cannobio, primo paese che si incontra lungo la litoranea del Lago Maggiore dopo il confine con la Svizzera, è oggi una delle più importanti e apprezzate località turistiche del VCO.
I ritrovamenti di alcune sepolture, forse di età pre-romana, dimostrano la considerevole antichità dei primi insediamenti in questo sito che, in considerazione della sua posizione geografica, doveva rappresentare già ai tempi un importante centro strategico e commerciale.
La storica vivacità commerciale del paese è ben rappresentata ancora oggi dalla presenza di numerosi palazzi dei secc. XVII-XIX che si affacciano elegantemente lungo le strade e le vie acciottolate del centro storico come la cinquecentesca dimora di Palazzo Omacini e Palazzo Pironi che con il suo singolare profilo tagliente ricorda la prua di una nave.
Il nucleo originario, conosciuto come il "Borgo", si snoda a partire dall'antichissima via al Castello, introducendo il visitatore in un mondo senza tempo, fatto di antiche abitazioni e di gradinate e passaggi a gradoni che portano al lungolago. Queste vie così strette e chiuse da alti edifici sono state concepite per difendersi contro le incursioni nemiche provenienti dal fronte lacustre.
Il lungolago di Cannobio è una delle più belle passeggiate del Lago Maggiore. Iniziando dall'estremità meridionale, in località denominata Amore, ci si imbatte subito in una scultura marmorea di un leone, realizzata da Giulio Branca in memoria della vittoriosa difesa del borgo contro l'attacco austriaco del 1859. Proseguendo ci si addentra nell'insenatura delle vecchie case dei pescatori, fino a raggiungere Piazza Vittorio Emanuele III, il principale centro di ritrovo del paese. Gli altri edifici policromi che decorano il lungolago, risalenti al Settecento e all'Ottocento, danno accesso a pittoreschi porticati animati da graziosi negozietti e locali pubblici.
Lungo l'attuale via Giovanola si risale verso l'antica sede del potere civile, il Palazzo della Ragione (fine sec. XIII), ora denominato "Parasio", e del potere religioso, rappresentato dalla settecentesca Chiesa di San Vittore, accompagnata da un campanile romanico. Altro edificio religioso degno di nota è il Santuario della Santissima Pietà, dove nel 1522 ebbe luogo il miracolo della "Sacra Costa". Proprio a celebrazione di questo avvenimento, il 7 gennaio si festeggiano iLumineri: in questa occasione il lungolago di Cannobio si illumina di candele e lumini disposti lungo le vie dell'abitato e sulle barche attraccate in porto o ferme a largo, mentre i ristoranti servono minestre di fagioli e luganighette di carne bovina secondo tradizione.
Cannobio è conosciuta anche per il Lido, un'ampia spiaggia ben attrezzata, meta di numerosi bagnanti desiderosi non solo di godersi una vacanza all’insegna del sole e del relax, ma anche di avventurarsi in attività sportive, come la vela e il diving.
Alle spalle di Cannobio si apre la Valle Cannobina, il luogo ideale per gli amanti del trekking e della natura incontaminata del Parco della Val Grande, di cui la Valle fa parte. Da non perdere lo spettacolo naturale dell'orrido di S. Anna, formatosi in seguito all'azione erosiva delle acque del torrente Cannobino.

IL MIRACOLO DELLA SS.PIETA'
Nelle notti invernali del 7, 8 9 e 28 gennaio del 1522, nella casa della famiglia Zaccheo successe un fatto miracoloso che portò alla costruzione del Santuario stesso. Un piccolo dipinto su pergamena raffigurante Cristo in pietà tra Mario e Giovanni evangelista, custodito oggi dentro una nicchia al centro dell'altare maggiore fu visto sanguinare. Le ferite del corpo di Gesù si sono ravvivate e gocce di sngue scesero dal quadretto sulla cassapanca sottostante. La sera dopo, una piccola costa sanguinante uscì dal costato ferito, fu raccolta e portata in processione fino alla chiesa parrocchiale dove ancora oggi è custodita in un prezioso reliquiario donata dal Cardinale Federico Borromeo.
Per ricordare il fatto prodigioso, la notte del 7 Gennaio Cannobio si accende di migliaia di lumini che rischiarano la processione che porta le reliquie da San Vittore al Santuario. Le luci della città sono spente e la notte invernale è rischiarata dalle fiammelle dei lumineri accesi lungo tutte le vie e sulle barche che seguono la processione navigando.
La festa porta molti nomi, festa del Miracolo, Festa dei lumineri o ancora fetsa delle luganighe per via del tradizionale piatto della sera della processione, Luganiga, ovvero il classico insaccato di carne solo bovina preparato proprio per quell'occasione. In tutti i ristoranti del paese per la notte del 7 Gennaio c'è un unico e "povero" menù: luganighe con patate lesse e verze e come primo la minestra di pasta e fagioli. Una cena semplice e povera come quella servita cinque secoli prima nella locanda del miracolo.

LA FONTE DELL'ACQUA CARLINA
La più nota di tutte le fonti della zona di Cannobio è quella dell'acqua Carlina, situata nella valle di San Carlo. Dalla metà dell' 800 sono riconosciute a questa fonte proprietà terapeutiche: può coadiuvare nella cura di renella, gastrite, irritazioni del ventricolo e dell'intestino.
La fonte si trova all'inizio della strada provinciale della Cannobina che collega il centro di Cannobio con i paesi più alti della valle. Recentemente è stato messo in atto un piano di recupero dell'area che ha reso facile l'accesso all'acqua che sgorga da numerose fontane e l'intera area è stata attrezzata per la sosta.

Fonte: www.cannobio4you.it

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