Venerdì, Luglio 19, 2019
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BAVENO - Un Paese a Sei Corde/Master: "Perosi Project: The Fourth Hour"

L’Associazione Culturale La Finestra sul Lago, che da 13 anni organizza la rassegna per chitarra Un Paese a Sei Corde, e l’Associazione Culturale Il Mosaiko, che da 2 anni organizza il Guitar Master Lago d’Orta, presentano l’Edizione 2019 di UN PAESE A SEI CORDE/MASTER.

PEROSI PROJECT: The Fourth Hour
Venerdì 19 luglio - Baveno - Piazza della Chiesa Santi Gervaso e Protaso
Ore 21.00 – INGRESSO GRATUITO (in caso di maltempo nella chiesa).
Concerto gratuito di Roberto Diana, Tri Nguyen, Giulia Cartasegna.

L’album “Project Perosi”, uscito nel 2018, è un progetto nato dopo aver incontrato la musica del compositore classico Lorenzo Perosi: il compositore Roberto Diana ha rivisitato le sue melodie e le ha modellate adattandole a strumenti e a musicisti provenienti da diverse parti del mondo. Durante il “Festival Perosi 60” del 2017, svoltosi a Tortona (città natale di Lorenzo Perosi), fu presentata una anteprima del “Project Perosi” che ebbe grande successo.
“The Fourth Hour” (La Quarta Ora) prende spunto dalla composizione “Il risveglio”, tratta dal poemetto “Le Cinque Ore di Londra”, in cui il compositore raccontava 5 ore della mattinata, vissute nei pressi dell’Abbazia di Westminster. Il caratteristico suono delle campane dell’Abbazia è richiamato nel brano dalla Weissenborn, il particolare strumento suonato da Roberto Diana, musicista sardo, pluripremiato, con all’attivo diversi tour internazionali, che ha fatto della ricerca e della contaminazione un suo modus vivendi. Viene considerato uno dei migliori chitarristi del panorama nazionale e non solo
Tri Nguyen, musicista vietnamita naturalizzato francese, vanta tour internazionali, nomination e vittorie dei maggiori premi musicali come Global Music Awards, Independent Music Awards e Grammy Awards, viene considerato uno dei maggiori esponenti e conoscitori dello strumento tradizionale “Dan Tranh” (Zither), il cui particolare suono è stato scelto da Diana per fondere la tradizione sarda con quella vietnamita, passando per le composizioni e gli strumenti classici come violino e violoncello. I due musicisti si sono conosciuti quando erano entrambi in lista per la candidatura ai Grammy Awards e, pur provenendo da tradizioni e culture differenti, hanno un modo di affrontare la musica molto simile.
Il mondo classico non viene spesso realmente rappresentato nel modo in cui forse è stato previsto e questo mix creativo di sonorità sarda e musica orientale è una forza che può sentir crescere nelle proprie vene anche chi potrebbe dichiarare di non comprendere la meccanica della sinfonia classica.
The Fourth Hour è un bellissimo brano che regge la bellezza tra le sue braccia.
Per info:

. Il programma completo è consultabile su www.unpaeseaseicorde.it.

Monsignor Lorenzo Perosi (Tortona 1872 – Roma 1956) è stato un presbitero, compositore e direttore di coro, autore di musica sacra, compositore molto prolifico: è noto per i suoi oratori, le sue messe polifoniche e i suoi mottetti.
Quindicenne, consegnò a Papa Leone XIII un album di sue composizioni; frequentò il Conservatorio di Milano, fu insegnante di teoria e solfeggio e di canto gregoriano, fu collaudatore d’organo e organista in chiese e cattedrali importanti, maestro di cappella. Nel 1894 si avviò al sacerdozio. Compose un'importante serie di Messe, numerose composizioni vocali sacre, di vario genere e organico, composizioni per organo, musica strumentale, una serie di sette oratorii latini, poemi sinfonici. Le sue opere furono dirette da rinomati direttori d'orchestra (tra cui Toscanini), ed ebbe grande successo in Italia e all’estero anche tra sovrani e politici.
Le sue composizioni, per il loro taglio drammatico, ma anche come eventi culturali, attirarono sulla musica religiosa un’attenzione analoga a quella rivolta al teatro d’opera, e per questo necessitarono di una particolare ambientazione. Molte esecuzioni ebbero luogo in sale da concerto, in teatri d’opera e perfino in monumenti come l’Arena di Verona.

Il programma 2019 di UN PAESE A SEI CORDE/MASTER punta ad abbattere le artificiose barriere tra generi musicali che troppo spesso sono solo generiche definizioni. Abbattere i muri tra musica classica e contemporanea, tra la chitarra a corde di nylon e quella a corde d'acciaio, chitarristi classici impegnati in repertori jazzistici contemporanei, musica antica che sembra composta oggi, la classicità della musica contemporanea e la contemporaneità della musica di ieri. Questo diventa possibile grazie ad uno strumento come la chitarra, alla sua versatilità, e anche grazie alla capacità dei liutai italiani di creare piccoli capolavori dal suono magico.
Nell'ambito dell'edizione 2019, che inizierà alla fine di maggio con una grande esposizione di liuteria che diventerà un appuntamento fisso, e terminerà agli inizi di settembre, saranno invitati circa 45 artisti di livello internazionale, nazionale e anche giovani talenti, che si esibiranno in 17 comuni diversi tra le province di Novara e del Vco. I concerti, quasi tutti a ingresso libero, arricchiranno l'offerta musicale del territorio.

La rassegna UN PAESE A SEI CORDE/MASTER è stata realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’edizione 2019 del bando “Performing Arts". Con questa rassegna, UN PAESE A SEI CORDE/MASTER è entrato a far parte di PERFORMING +, un
progetto per il triennio 2018-2020 lanciato dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la collaborazione dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
La rassegna "Un Paese a Sei Corde Master" viene realizzata con il contributo della Fondazione CRT nell’ambito dell’edizione 2019 del bando "Not&Sipari"