Venerdì, Luglio 6, 2018 - Venerdì, Luglio 27, 2018
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19° Orta Festival: dal 6 al 27 luglio torna la grande musica in percorso fatto di relazioni e incontri fra culture diverse

Il Festival offrirà una proposta musicale ricca, in cui i grandi autori della storia della musica saranno i vostri e i nostri compagni di viaggio. La figura dell’interprete, tramite unico ed indispensabile per far vivere la musica sarà - particolarmente in questa edizione - centrale.
I 9 appuntamenti vedranno infatti la presenza di solisti ed ensembles di primo piano nel panorama concertistico nazionale ed internazionale.
Un sottile fil rouge omaggerà i due anniversari che si celebrano quest’anno (i 150 e 100 anni dalla morte rispettivamente di Rossini e Debussy).
Dalla magnifica Basilica dell’Isola di San Giulio con la sua perfetta acustica, si dipaneranno le note di questi due autori accostati al capolavoro mozartiano della maturità: la Sinfonia n.40 K 550. Insieme al direttore artistico Amedeo Monetti, l’Orchestra da Camera di Milano e la presenza di una giovane stella del concertismo, l’arpista svizzera Elisa Netzer.
Le diverse sfaccettature dell’arpa potranno essere ascoltate nel recital che Elisa Netzer presenterà a seguire: una occasione questa di raro ascolto.
Saranno proposte poi due serate monografiche: un “tutto Brahms” affidato alla perizia strumentale di Simonide Braconi alla viola ed al violino e Raffaella Damaschi al pianoforte; un “tutto Chopin” con il sempre gradito ritorno di un grande della tastiera, Alessandro Taverna.
Non mancherà la serata dedicata ai giovani con un nuovo ensemble italiano dal sicuro avvenire: il Trio Kanon. Allievi del Trio di Parma si sono recentemente imposti al Concorso internazionale di Pinerolo e Torino Città metropolitana.
Salgono alla ribalta i due chitarristi Matteo Mela e Lorenzo Micheli che vanno a formare il SoloDuo, un ensemble dal curriculum straordinario tra i più amati a livello internazionale e che continueranno l’omaggio a Rossini e Debussy non dimenticando Mario Castelnuovo-Tedesco a 50 anni dalla morte.
Altra presenza di rilievo quella del rimarcabile pianista serbo Aleksandar Madžar, raffinato e poliedrico artista che ci onora del suo prezioso ritorno.
Due serate dedicate a complessi di soli archi andranno a chiudere questa edizione. La prima quella del Quintetto della Fondazione Arturo Toscanini di Parma con Mozart ed il più raro Beethoven.
Infine per le volte della Basilica dell’Isola di San Giulio torneranno a suonare gli archi del Trio di Parma.
Ivan Rabaglia ed Enrico Bronzi saranno alla guida di un sestetto di amici del Festival, nell’esecuzione dell’op. 10 di E. W.
Korngold, autore noto per la sua musica da film, ma meno per la sua ricca produzione cameristica e nel più conosciuto op. 18 di J. Brahms.

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