Lesa
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Villa Cavallini

Villa Cavallini Questa imponente dimora, che si può facilmente ammirare dalla SS33 del Sempione appena entrati nel territorio di Solcio, è il risultato della fusione di tre edifici che nel 1870 il proprietario Gaspare Cavallini, avvocato e senatore per censo, decise di realizzare con la regia dell'architetto Annibale Rigotti di Torino: l'abitazione tardo settecentesca dei Minetti sulla sinistra, un lungo edificio rustico sulla destra e una rimessa di collegamento tra i due preesistenti edifici.
Vasto è il parco che la circonda, sistemato in parte all'italiana e in parte all'inglese, con falsi resti di un castello visconteo sparsi un po' dovunque, a dimostrazione dell'amore dei Cavallini per l'arte e l'antichità. Nella torre neocastellana spicca lo stemma di famiglia raffigurante un cavallo rampante con il motto "impavide e constanter", "sempre senza paura". Una curiosità riguarda il giardino sul retro, dove si trovano alcune lapidi funebri con epitaffi in memoria dei cani allevati dal senatore, appassionato di levrieri fumé. Come previsto dal testamento, la villa divenne proprietà del comune di Lesa, che qui insediò l'Istituto Professionale Statale per l'Agricoltura, con aule e serre per la pratica florovivaistica.

Specifica
Villa
Comuni
LESA