Al Mottarone in attesa della prima neve

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Il Mottarone e le sue strutture ricettive

Cosa c’è di meglio, in una soleggiata giornata autunnale, in attesa della prima neve, di una passeggiata sino in cima al Mottarone per godere dello spettacolo della natura? La mia proposta per una gita domenicale è davvero alla portata di tutti.

L’autunno ha già vestito dei suoi colori caldi il paesaggio ed è stupefacente osservare gli alberi infiammati dai rossi e dai gialli delle foglie ormai stanche. Sembra quasi che la natura voglia stupirci con un caleidoscopio di colori prima che arrivi il candore della neve. Allora cosa c’è di meglio, in una soleggiata giornata autunnale, di una passeggiata sino in cima al Mottarone per godere da un posto in prima fila di questo spettacolo sempre nuovo? La mia proposta per una gita domenicale è davvero alla portata di tutti (bambini compresi), purché abbiate un po’ di tempo a disposizione e curiosità a sufficienza per osservare e non solo vedere. Per chi arriva in autostrada sulla A26 da Milano il percorso è facilissimo: dopo l’uscita Brovello Carpugnino, infatti, basta prendere la strada in direzione di Gignese.
Dove faremo la prima sosta: perché il paese, dall’aria frizzantina, ha molto da offrire. Innanzitutto, il Museo dell’ombrello e del parasole, all’ingresso del paese, dove sono conservati oltre mille pezzi tra ombrelli, parasoli e impugnature, alcuni molto rari e preziosi. E visto che si parla tanto di sapienza artigiana è una bella occasione scoprire, attraverso questo itinerario storico, cosa gli ombrellai (mestiere nato proprio nella zona del Vergante) hanno prodotto dal 1800 ai giorni nostri e come lavoravano, grazie alla ricostruzione di un antico laboratorio (per info e orari: 0323 89622).
Entrando poi in paese, oltre a poter visitare la chiesa romanica, potrete fare una sosta per una bevanda calda in uno dei tanti bar-edicole in cui si rinnova la tradizione tutta nostrana del caffè del mattino da gustare davanti alla prima pagina del quotidiano.
Qualche passo ancora sino ad arrivare in via Regina Margherita 24 all’Alpe di Molini: si tratta di un’azienda di famiglia nata “da 4 arnie”; oggi dopo 20 anni è diventato un marchio che produce prodotti fitoterapici (con materie prime derivata da piante e fiori provenienti da coltivazioni biologiche e da apiari controllati) che spaziano dalla cosmesi alla tisaneria, dalle confezioni di miele, marmellate e prodotti dell’orto rigorosamente biologici ai liquori (aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19).
Pronti per ritornare on the road? Ora la strada, usciti da Gignese paese in direzione del Mottarone, si inerpica un po’, ma è comunque agevole e consente di osservare le varietà di piante d’alto fusto ai bordi della carrozzabile. Non per niente siamo sulla strada panoramica che conduce in cima e che è detta “La Borromea”: sono 9 km di full immersion in un scenario incredibile tra boschi, torrenti e vista sulle Alpi italiane e svizzere. Sosta obbligata al pedaggio: perché per transitare sulla strada la famiglia dei Borromeo chiede ancora oggi un pedaggio, visto che la strada fu realizzata nel 1892 per volere del principe Vitaliano Borromeo, quale alternativa all’antica ferrovia oggi del tutto smantellata, ed è ancora di proprietà dell’antica casata che diede i natali a San Carlo. Un consiglio: fate una sosta alle fonti che sgorgano a bordo strada. Quando si dice il sapore delle cose semplici!
Ce l’abbiamo fatta: siamo in cima al Mottarone. E complice una giornata tersa e luminosa, una volta lasciata l’automobile al parcheggio, la prima cosa da fare è salire sino alla vetta a 1491 metri per godere della spettacolare vista che consente di abbracciare sino a 7 laghi. Provare per credere, magari con una cartina alla mano per poter dare un nome a ciascuno degli invasi che si scorgono in lontananza (e che sono il Lago Maggiore, il Lago d’Orta, di Mergozzo, di Varese, di Biandronno, di Monate e di Comabbio) Ora il belvedere in quota è stato attrezzato con un balaustra e con un possibilità di sosta sicura, anche a prova di bambini (e poi la nuova seggiovia arriva proprio qui): così si possono scattare le foto in tranquillità e girando su se stessi provare anche a riconoscere le Alpi del Monviso, il Monte Rosa e la serie dei Mischabel.
Se siete con bambini al seguito, impossibile non tentare la discesa a perdifiato fino ad arrivare al bar Alp, dove potrete ricevere preziosi suggerimenti da Stefano Sappa su come trascorrere il resto della giornata. Proposte di divertimento su misura ce ne sono davvero tantissime: “E’ stato realizzato il “Mottarone Funpark”, un’area di divertimento solo per bambini tra cui spiccano i “Super Tubby” gli scivoli con percorsi tutti curve o rettilinei” spiega Sappa. E per chi, invece, vuole davvero immergersi nella natura percorrendo i sentieri panoramici? “La proposta si chiama Nordic Walking: si tratta di percorsi in mezzo alla natura adatti ai più o meno esperti di questa fantastica disciplina sportiva; gli itinerari proposti sono 3 in base al livello di allenamento dei partecipanti e di difficoltà dei percorsi. C’è il Giro Rana, con un dislivello di 276 metri e un tempo di percorrenza stimato di 45 minuti; il Giro Rossa, invece, si percorre in un’ora ed è praticamente in piano con un dislivello di 197 metri; poi vi è il Giro Buticc, che impegnerà per un’ora e 15 minuti con un dislivello di 125 metri. Si possono agevolmente seguire utilizzando le cartine predisposte e richiedendo i pieghevoli al Bar Alp, punto di partenza per tutte e 3 le escursioni” precisa Stefano Sappa. E se arriva la prima neve, niente paura: c’è un’alternativa allo sci assolutamente da provare.
Si tratta della passeggiata con le ciaspole - le ciaspole (o racchette da neve) sono uno strumento che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca poiché aumenta la superficie calpestata e quindi consente una sorta di galleggiamento – proposta da tutti i ristoranti che si trovano sulla vetta del Mottarone e a cui ci si può rivolgere, sicuri di ricevere il materiale in noleggio, indicazioni precise e la guida se richiesta. Il tutto a prezzi modici: si va dal costo fisso del noleggio dell’attrezzatura di 5 euro a quello della guida di 180 euro. E se la ciaspolata vi è piaciuta così tanto, ricordatevi che si può effettuare anche in notturna.
Passeggiando sul sentiero di Buticc ho incontrato diversi rocciatori che, corde in spalla,tornavano in cima o si dirigevano verso il Sass di Buticc: perché è proprio in questa località del Mottarone che è stata realizzata da Luciano Manganilo la palestra di roccia più grande dell’area. Potrebbe essere una proposta interessante per gli sportivi che amano misurare se stessi in sempre nuove imprese. In quello che è denominato il Parco dei Sassi per la presenza di enormi macigni, infatti, sono stati attrezzati 12 settori, 12 vie d’arrampicata che soddisfano ogni esigenza verticale e offrono tramonti spettacolari sul Lago d’Orta: si passa dalle facili placche introduttive, alla vie di più tiri, sino agli itinerari in strapiombo o alle pareti supertecniche. Un depliant (reperibile sempre al Bar Alp) molto ben fatto potrà aiutare a trovare l’area e a identificare i diversi settori. Sicuramente affascinante, ma può essere a portata di tutti l’arrampicata? Rispondono alla mia domanda Maria Vittoria Maulini, di Armeno e Elena Pagani di Ivrea, che hanno appena affrontato alcune salite sulla palestra di roccia del Mottarone: “Possono accostarsi all’arrampicata anche i principianti – spiega Maria Vittoria – purché dotati delle attrezzature giuste e con la guida di un esperto”. E come la mettiamo con la preparazione atletica: “Non è necessario essere allenati – rivela Elena -, anche se l’agilità aiuta, soprattutto in alcuni passaggi difficili”. Allora cosa è essenziale per tentare l’arrampicata?
“Innanzitutto imparare ad assicurarsi in modo giusto e poi individuare la via chiodata più idonea al proprio livello, magari con la supervisione di una guida esperta: ci si può divertire anche da principianti” precisa Maria Vittoria.
Sicuramente meno impegnativa la scelta di dover fermarsi per il pranzo: di ristoranti e trattorie al Mottarone ve ne sono diverse e per scoprirle basta fare una bella passeggiata e lasciarsi ispirare dai profumi che provengono dalla cucine, dove trionfano sicuramente i prodotti e i piatti tipici: salumi e formaggi dell’alpe, ma anche la polenta accompagnata dalle carni o dai funghi e altre prelibatezze che soddisfano anche i palati più esigenti, perché tutte all’insegna della genuinità.
D’altra parte alla montagna da sempre si associano immagini di purezza, di natura incontaminata, di tradizioni gelosamente conservate. Come quella relativa alla produzione del formaggio, legato all’attività di pascolo da sempre molto praticata sul Mottarone; e siccome il formaggio prodotto era di buona qualità e molto ricercato, i piccoli produttori locali si sono consorziati e hanno registrato il marchio della Toma del Mottarone, interamente realizzata con latte crudo intero vaccino proveniente dai pascoli della zona e sottoposta ad una stagionatura di 90 giorni; la lavorazione casearia di quello che è stata giudicato “il miglior formaggio d’alpeggio della Regione Piemonte” viene realizzata dalla Cusio Formaggi, a Pettenasco, sulle rive del Lago d’Orta (per info: 0323 89140). Sempre all’insegna della genuinità un altro prodotto caseario: si chiama il Nostrano ed è un formaggio tipico del Mottarone prodotto interamente con il latte delle brune alpine e della pezzate rosse degli allevamenti dei fratelli Giorgio e Bruno Lavarini e Giuseppe e Cesare De Lorenzi, riuniti nella cooperativa Ambiente Vivo. Per vedere come e dove viene prodotto il Nostrano bisogna scendere dalla vetta del Mottarone e dirigersi verso Armeno, per poi giungere nella frazione di Coiromonte. Qui, nel cuore del borgo dal caratteristico campanile, si trova l’azienda agricola, con caseificio annesso, dei fratelli Lavarini in via Monte Rosa 12, che lavora tutto l’anno non meno 10-15 quintali di latte al giorno e produce un bel po’ di tome del Nostrano pronte per la degustazione e la vendita, insieme agli altri prodotti caseari tutti freschi e genuini: dallo yogurt alle formaggette a pasta molle. Insomma, un tripudio di sapori che si possono gustare anche a tavola: infatti, presso l’agriturismo Al Carbon ci si può fermare per il pranzo o per la cena (per info e prenotazioni: 0322 9000333) e lasciarsi conquistare definitivamente da ciò che la natura, con generosità, regala in questo angolo di terra novarese racchiusa tra il verde intenso dei boschi e l’azzurro dei laghi.



Photo gallery

La caratteristica chiesa di Gignese
Panorama dalla strada borromea che sale al Mottarone
Panorama dalla cima del Mottarone con vista dei 7 laghi
Panorama dalla cima del Mottarone
Stefano Sappa
Il sentiero di Buticc
Due rocciatori in attività sulla palestra di roccia
Elena Pagani e Maria Vittoria Maulini
Vista del lago d'Orta dalla palestra di roccia

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