Si ripeterà ancora, nei tre giorni che precedono l'Epifania, a Colloro (Premosello Chiovenda) il millenario rito della Carcavegia, tradizione dalle origini antichissime e dai significati misteriosi, che qui rivive nel suo spirito più autentico.
Per l'occasione i ragazzi del paese portano in giro i fantocci del vecc e della vegia, con la faccia rivolta all'indietro. Il passaggio è annunciato con il suono di campanacci e la sera della vigilia i due fantocci vengono poi condannati al rogo e bruciati assieme a materiali raccolti dai ragazzi del paese nei giorni precedenti .
E' sempre suggestivo vedere nella fredda sera d'inizio gennaio, il fumo e le faville rossicce che si perdono nel buio della notte. Si alzano oltre le fiamme che ardono consumando una figura dalle fattezze umane. Intorno al falò, il greve e cupo suono del corno si mescola con quello metallico ed ossessivo dei campanacci.
Mantenere una tradizione come la Carcavegia è sempre difficile, e ancora più lo fu nel periodo in cui l'Epifania venne abolita come festività, eppure a Colloro sono stati finora proprio i giovani, i pochissimi rimasti, ad impegnarsi per ripeterla anno dopo anno, mantenendo lo stesso spirito del passato. Se a Premosello Chiovenda ci si ritrova in piazza, a Colloro, mentre le ultime fiamme illuminano la notte, la manifestazione prosegue al Circolo, che accoglie in spirito di amicizia tutti coloro che, organizzatori o semplici spettatori, diventano partecipi di questo momento intenso in cui presente e passato si fondono come per magia.
La ricorrenza ha assunto rilievo per la sua simpatia e per i cerimoniali che la accompagnano, attirando numerosi visitatori, in grado di essere ospitati nelle strutture ricettive della zona.







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